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Nel 2025, il Governo italiano ha presentato alla Commissione europea la richiesta di proroga dello split payment oltre il 30 giugno 2026, data in cui – secondo la normativa vigente – il meccanismo dovrebbe cessare, con ritorno alla disciplina IVA ordinaria. La domanda è stata trasmessa il 1° ottobre 2025, nel rispetto dell’articolo 395 della direttiva IVA, che assegna alla Commissione otto mesi per formulare una proposta.
Perché l’Italia ha chiesto la proroga dello split payment
Il meccanismo della scissione dei pagamenti, disciplinato dall’articolo 17‑ter del DPR 633/1972, ha dimostrato negli anni una forte efficacia nel contrasto all’evasione IVA. Il sistema, applicato a pubbliche amministrazioni e società controllate, garantisce che l’IVA sugli acquisti affluisca direttamente all’erario, riducendo i rischi di mancato versamento.
Secondo l’Amministrazione finanziaria, la misura ha contribuito a:
- migliorare la tempestività del gettito;
- rafforzare la compliance fiscale;
- integrare i controlli con strumenti come la fatturazione elettronica.
Proprio questi risultati hanno motivato le precedenti proroghe europee e sostengono oggi la richiesta di tornare ad applicare una misura speciale di deroga.
Stato dell’iter europeo
La Commissione europea ha adottato la proposta di deroga relativa alla proroga dello split payment 2026, ora trasmessa al Consiglio per la decisione finale. L’esame è previsto in tempi brevi.
Alessia Lupoi

