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L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 17 giugno 2026, ha definito i criteri per la selezione delle dichiarazioni dei redditi modello 730/2026 con esito a rimborso da sottoporre a controlli preventivi, individuando gli elementi di incoerenza che potranno far scattare le verifiche prima dell’erogazione dei rimborsi fiscali.
Secondo quanto stabilito dall’Agenzia, l’attenzione sarà rivolta soprattutto alle dichiarazioni che presentano modifiche rispetto al modello precompilato e che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta. Tra gli indicatori di rischio figurano scostamenti significativi rispetto ai dati contenuti nelle certificazioni uniche, nei modelli di versamento e nelle dichiarazioni degli anni precedenti, oltre a eventuali incoerenze con le informazioni trasmesse da enti esterni.
Potranno inoltre essere sottoposte a controllo le dichiarazioni dei contribuenti che, negli anni passati, abbiano evidenziato irregolarità o situazioni considerate a rischio dall’amministrazione finanziaria.
La misura si inserisce nel quadro normativo previsto dal decreto legislativo n. 175 del 2014 sulla dichiarazione precompilata. La normativa consente all’Agenzia delle Entrate di effettuare verifiche preventive, sia in modalità automatizzata sia attraverso la richiesta di documentazione giustificativa, nei casi in cui siano presenti elementi di incoerenza o quando il rimborso richiesto supera i 4.000 euro.
I controlli potranno essere eseguiti entro quattro mesi dalla scadenza prevista per la trasmissione della dichiarazione 730, oppure dalla data di invio se successiva. Una volta che si saranno concluse le verifiche, il rimborso spettante dovrà essere erogato entro il sesto mese successivo.

