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L’INPS, con la circolare n. 63 del 5 giugno 2026, ha comunicato l’estensione del servizio PRISMA anche ai datori di lavoro con dipendenti iscritti alla Gestione pubblica.
La piattaforma PRISMA, già introdotta nel 2024 per i datori di lavoro privati, fornisce informazioni utili per verificare la corretta applicazione delle norme contributive, in particolare riguardo al massimale contributivo previsto dalla legislazione previdenziale.
Il sistema elabora un prospetto contenente dati essenziali sull’anzianità assicurativa del lavoratore, ricavati dagli archivi informatici dell’INPS e dal Casellario dei lavoratori attivi.
L’Istituto sottolinea che ha progettato il servizio nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, limitando le informazioni consultabili a quelle strettamente necessarie per le finalità previdenziali.
L’accesso alle informazioni resta subordinato a specifiche verifiche: il datore di lavoro potrà consultare i dati del lavoratore soltanto se risulta effettuata la comunicazione di assunzione (UNILAV) e se il rapporto di lavoro è ancora attivo.
Tra le novità introdotte dall’estensione alle pubbliche amministrazioni figura anche la possibilità di visualizzare l’eventuale presenza di una domanda del lavoratore per la disapplicazione del massimale contributivo, purché la pratica risulti in istruttoria o già accolta.
L’INPS ricorda inoltre che l’utilizzo di PRISMA non sostituisce gli obblighi dei datori di lavoro di acquisire le dichiarazioni previste dalla normativa previdenziale. La posizione assicurativa del lavoratore potrebbe infatti includere elementi non presenti negli archivi dell’Istituto, come iscrizioni a forme pensionistiche diverse da quelle gestite dall’INPS.
Mario Sancamillo

