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di Redigo.info
Con il decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 91, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 maggio 2026, l’Italia recepisce due direttive europee fondamentali in materia di uguaglianza e contrasto alle discriminazioni. Il provvedimento introduce una delle novità più rilevanti degli ultimi anni: la nascita dell’“Organismo per la parità”, una nuova autorità indipendente che entrerà in funzione dal 1° gennaio 2027.
Il nuovo Organismo, con sede a Roma, avrà autonomia regolamentare, organizzativa, contabile e finanziaria e opererà senza vincoli gerarchici o di subordinazione. La struttura sostituirà sia la consigliera nazionale di parità sia parte delle funzioni oggi svolte dall’Ufficio antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio.
Più tutele grazie al nuovo Organismo per la Parità
Il decreto rafforza la tutela della parità di trattamento in numerosi ambiti: lavoro, sicurezza sociale, accesso a beni e servizi, disabilità, orientamento sessuale, età, religione, razza e origine etnica. Inoltre, proprio per rafforzare la sua giurisdizione nel mondo del lavoro, il nuovo ente collaborerà con l’Ispettorato nazionale del lavoro, individuando discriminazioni salariali, ostacoli alla carriera e squilibri di genere.
L’Organismo avrà quindi il compito di:
- assistere gratuitamente le vittime di discriminazione;
- ricevere denunce anche online;
- svolgere attività di controllo e accertamento;
- formulare raccomandazioni e pareri;
- promuovere mediazioni e soluzioni stragiudiziali;
- intervenire nei procedimenti giudiziari a sostegno delle vittime.
Tra le novità più importanti c’è anche la possibilità per l’Organismo di agire in giudizio, su delega della vittima, contro i soggetti responsabili di comportamenti discriminatori.
Stanziati oltre 7 milioni di euro
Per il funzionamento dell’Organismo il decreto istituisce un fondo dedicato presso il Ministero dell’Economia con una dotazione di oltre 7,6 milioni di euro annui dal 2027, ai quali si aggiungono ulteriori risorse europee.
Il decreto rappresenta un passo importante nell’adeguamento dell’Italia agli standard europei sulla tutela dei diritti fondamentali. L’obiettivo dichiarato è garantire un sistema più efficace, accessibile e indipendente per contrastare ogni forma di discriminazione e promuovere concretamente le pari opportunità nel Paese.

