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di Redigo.info – Mario Sancamillo
Con la circolare n. 54 del 13 maggio 2026, l’INPS ha illustrato le modalità operative del nuovo “ammortizzatore sociale unico”, introdotto dal decreto-legge n. 25/2026 per garantire integrazioni salariali ai dipendenti impossibilitati a lavorare a causa dell’emergenza alluvionale che ha colpito Calabria, Sardegna e Sicilia.
A chi è rivolta la misura
La misura riguarda sia i lavoratori delle aziende con sedi operative nei territori colpiti, sia coloro che, pur lavorando altrove, non hanno potuto raggiungere il posto di lavoro per interruzioni stradali, ordinanze pubbliche, inagibilità delle abitazioni o altre conseguenze legate all’emergenza. Il provvedimento interessa anche il settore agricolo, con specifiche tutele per operai agricoli, lavoratori stagionali e nuovi assunti entro il 30 aprile 2026.
Secondo quanto previsto dalla circolare, il trattamento economico potrà arrivare fino a 90 giornate di sostegno per i lavoratori impossibilitati a svolgere l’attività lavorativa nelle aree alluvionate, mentre sarà riconosciuto fino a 15 giornate per chi non ha potuto raggiungere il luogo di lavoro.
Ammortizzatore unico
L’importo massimo previsto per il 2026 è pari a 1.423,69 euro lordi mensili, con accredito della contribuzione figurativa utile ai fini pensionistici.
L’INPS precisa inoltre che il nuovo ammortizzatore è incompatibile con altri strumenti di integrazione salariale come CIGO, assegno di integrazione salariale e CISOA per gli stessi periodi e lavoratori.
Presentazione delle domande
Le domande dovranno essere presentate dai datori di lavoro entro il 31 maggio 2026 attraverso le piattaforme telematiche dell’INPS. Per le aziende non agricole sarà utilizzato il sistema “OMNIA IS”, mentre i datori di lavoro agricoli dovranno operare tramite l’applicativo “CISOA Web”.
L’Istituto ha inoltre stanziato un tetto massimo di spesa pari a 37,6 milioni di euro per il 2026. Una volta raggiunto il limite previsto, eventuali ulteriori richieste non potranno essere accolte.
La circolare rappresenta uno dei principali interventi di sostegno economico predisposti dal Governo per affrontare le conseguenze sociali e occupazionali dell’emergenza climatica che ha colpito il Sud Italia nei primi mesi dell’anno.

