Dal CdM arriva il via libera al Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 e alla riforma fiscale
di Redigo.info – Mario Sancamillo
Il Consiglio dei Ministri n. 170 del 22 aprile 2026 ha approvato il Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026, che fotografa lo stato dei conti pubblici e traccia le prospettive economiche del Paese nel medio periodo.
DFP 2026: crescita contenuta in un contesto globale incerto
Il documento si inserisce in un quadro internazionale segnato da forte instabilità, aggravata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. In questo contesto, il Governo ha adottato stime prudenti e realistiche.
Le previsioni indicano, per il 2026, una crescita del PIL reale pari allo 0,6%, leggermente inferiore rispetto allo 0,7% stimato nel Documento programmatico dello scorso ottobre. Un ritmo moderato che si conferma anche per il 2027, mentre per il biennio 2028-2029 si prevede una crescita annua dello 0,8%.
Deficit in calo
Il quadro di finanza pubblica si basa sui dati pubblicati dall’istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), che evidenziano per il 2025 un deficit al 3,1% del PIL, leggermente superiore alle precedenti stime.
Nonostante ciò, il Governo conferma un percorso di riduzione graduale del disavanzo: dal 2,9% previsto per il 2026 si scenderà al 2,8% nel 2027, al 2,5% nel 2028, fino al 2,1% nel 2029.
Sul fronte della spesa netta, dopo l’1,9% registrato nel 2025, si prevede un rallentamento all’1,6% nel 2026, seguito da un incremento al 2,2% nel 2027 e da un assestamento all’1,7% nel 2028.
Più articolata la dinamica del debito pubblico: dopo un dato 2025 pari al 137,1% del PIL e un ulteriore aumento previsto nel 2026 (138,6%), dovuto anche all’impatto dei bonus edilizi, si attende una graduale discesa a partire dal 2027, fino al 136,3% nel 2029.
Riforma fiscale
Nel corso della stessa riunione, il CdM ha approvato in esame preliminare anche uno schema di decreto legislativo per il riordino del sistema tributario. Il provvedimento, attuativo della delega fiscale del 2023, introduce un testo unico composto da 368 articoli, con l’obiettivo di semplificare e coordinare la normativa esistente, eliminando disposizioni obsolete o incompatibili.
La riforma si articola in tre parti: la prima dedicata agli adempimenti fiscali, la seconda ai controlli e agli strumenti di collaborazione tra fisco e contribuenti, e la terza contenente disposizioni transitorie e finali.
