NASpI e autoimprenditorialità: cambiano le regole nel 2026
Arrivano novità importanti per chi intende avviare un’attività in proprio usufruendo della NASpI. L’INPS, con il messaggio n. 1215 del 7 aprile 2026, ha recepito le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026, cambiando le modalità di erogazione dell’incentivo all’autoimprenditorialità.
Fino al 2025, i beneficiari della NASpI potevano richiedere l’intero importo anticipato in un’unica soluzione per avviare un’attività autonoma o entrare in una cooperativa. Dal 1° gennaio 2026, invece, il contributo viene suddiviso in due tranches:
- 70% subito, al momento dell’accoglimento della domanda;
- 30% successivo, erogato dopo alcune verifiche.
Il saldo finale viene pagato solo se il beneficiario mantiene determinati requisiti: non deve aver trovato un lavoro subordinato (salvo nelle cooperative per cui ha investito) e non deve essere titolare di pensione diretta (eccetto assegno ordinario di invalidità). Il pagamento avviene al termine del periodo teorico della NASpI o comunque entro sei mesi dalla domanda.
La normativa introduce anche condizioni più rigide. Chi trova lavoro subordinato entro i termini stabiliti perde il diritto alla seconda rata, mentre in alcuni casi si è anche obbligati a restituire il 70% già ricevuto.
Per chi richiede l’assegno ordinario di invalidità, è necessario scegliere tra le due prestazioni: optando per l’assegno, si perde il saldo NASpI; scegliendo invece la NASpI anticipata, l’assegno viene sospeso temporaneamente.
La riforma punta a favorire progetti imprenditoriali più solidi, evitando utilizzi impropri dell’incentivo e garantendo un monitoraggio nel tempo dell’attività avviata. Le nuove regole si applicano a tutte le domande presentate a partire dal 1° gennaio 2026.
Redazione redigo.info
