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Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato, il 19 febbraio 2026, il documento intitolato “Il rendiconto dei trust familiari”, con l’obiettivo di definire criteri e modalità per la predisposizione del rendiconto da parte del trustee.
Il documento si inserisce nel solco dell’attività di studio e indirizzo della categoria professionale e affronta uno dei temi centrali nella gestione dei trust: l’obbligo di rendicontazione. Tale obbligo rappresenta uno dei compiti essenziali del trustee ed è assimilabile, nel sistema italiano, ai doveri previsti per chi amministra beni altrui. La rendicontazione costituisce infatti uno strumento fondamentale di trasparenza, correttezza gestionale e tutela degli interessi dei beneficiari.
Focus sui trust familiari
Lo studio concentra l’analisi sui trust familiari, includendo quelli istituiti per finalità di pianificazione patrimoniale, passaggio generazionale e protezione di soggetti fragili. Si tratta di ambiti in cui il trust è frequentemente utilizzato e nei quali la rendicontazione può assumere particolare complessità.
Le criticità emergono soprattutto in presenza di strutture articolate – come sottofondi o patrimoni segregati con destinazioni differenziate – e di posizioni beneficiarie non omogenee, ad esempio quando alcuni beneficiari vantano diritti sul capitale e altri esclusivamente sul reddito. Il documento affronta tali problematiche offrendo soluzioni operative e criteri applicativi concreti.
Struttura e contenuti del rendiconto
Il testo si propone come una guida pratica per i professionisti chiamati a redigere il rendiconto annuale di un trust familiare e fornisce indicazioni puntuali su diversi profili.
In primo luogo, vengono analizzati il ruolo e l’interesse alla rendicontazione dei soggetti coinvolti: trustee, beneficiari, eventuale guardiano e altri soggetti previsti dall’atto istitutivo. Particolare attenzione è dedicata all’individuazione dei destinatari del rendiconto e ai relativi diritti informativi.
Sul piano tecnico-contabile, il documento delinea la struttura del rendiconto, articolata in Stato patrimoniale, Conto economico e Nota illustrativa. Centrale è l’applicazione dei principi di proporzionalità e scalabilità, così da calibrare il livello di dettaglio e complessità dell’informativa in base alle dimensioni e alle caratteristiche del trust.
Un ulteriore capitolo, infine, è dedicato ai criteri di valutazione dei beni nelle diverse fasi della vita del trust – dalla dotazione iniziale, alla gestione, fino alla cessazione – evidenziando l’esigenza di continuità dei valori e la distinzione tra capitale e reddito, distinzione rilevante anche sotto il profilo fiscale.
Redazione redigo.info

