Franchigia IVA europea: meno burocrazia per le PMI che operano all’estero

Con la circolare n. 13 del 16 dicembre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato con attenzione il regime transfrontaliero di franchigia in materia di IVA. Con l’entrata in vigore del nuovo regime, anche le micro e piccole attività potranno operare in più Stati membri dell’Unione europea senza applicare l’imposta sul valore aggiunto.

La riforma nasce dal recepimento delle direttive UE 2020/285 e 2022/542 e ha un obiettivo chiaro: ridurre gli oneri amministrativi, favorire la competitività delle PMI e sostenere lo sviluppo degli scambi transfrontalieri all’interno del mercato unico.

Chi può accedere al nuovo regime di franchigia

Il regime è riservato ai soggetti passivi stabiliti nell’Unione europea che rispettano due soglie fondamentali:

  • 100.000 euro di volume d’affari annuo complessivo nell’UE;
  • la soglia nazionale prevista dallo Stato in cui si opera (in Italia 85.000 euro).

Una volta ammessi, i contribuenti non addebitano l’IVA sulle operazioni attive effettuate negli Stati di esenzione e, allo stesso tempo, non possono detrarre l’imposta sugli acquirenti correlati.

Una sola identificazione, meno burocrazia

Il meccanismo ricalca la logica dello sportello unico: l’impresa si identifica solo nello Stato di stabilimento, che attribuisce un numero IVA contraddistinto dal suffisso “EX”. Sarà poi lo Stato di stabilimento a dialogare con gli altri Paesi interessati, semplificando notevolmente le procedure.

È prevista una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate e l’invio di comunicazioni trimestrali riepilogative delle operazioni effettuate nell’Unione.

Opportunità per professionisti e microimprese

La riforma rappresenta una novità significativa soprattutto per professionisti, freelance e piccole imprese che offrono beni e servizi oltre i confini nazionali. Per la prima volta, il regime agevolato non è più confinato al solo mercato interno, ma si estende a livello europeo.

Secondo il legislatore comunitario, il nuovo sistema potrà favorire la crescita delle PMI, eliminando uno degli ostacoli storici alla loro internazionalizzazione: la complessità fiscale.

Restano escluse dal regime alcune operazioni, come la cessione di mezzi di trasporto nuovi e specifiche attività escluse dagli ordinamenti nazionali. Inoltre, il superamento delle soglie comporta l’uscita immediata dal regime, con il ritorno all’IVA ordinaria.

Redazione redigo.info