Fondi di solidarietà bilaterali: nuove modalità di ripartizione delle risorse

Il decreto interministeriale emanato l’11 luglio 2025 dal Ministero del Lavoro, di concerto con il MEF, definisce le modalità operative per il trasferimento di una quota delle risorse dal Fondo di Integrazione Salariale (FIS) ai nuovi Fondi di solidarietà bilaterali istituiti dopo il 1° maggio 2023. Tale misura si inserisce nel processo di riorganizzazione degli ammortizzatori sociali avviato con il D.lgs. 148/2015 e aggiornato con la legge n. 203/2024, con l’obiettivo di garantire una tutela del reddito più aderente alle specificità settoriali.

Il decreto stabilisce le regole tecniche per il calcolo delle somme da trasferire, affidando all’INPS il compito di certificare le risorse da spostare. Il trasferimento è proporzionale al patrimonio del FIS e ai contributi versati, nell’anno precedente, dalle imprese del settore interessato. L’operazione avviene solo se il nuovo fondo garantisce prestazioni almeno equivalenti a quelle del FIS, in linea con quanto previsto dall’art. 30, comma 1-bis, del D.lgs. 148/2015. In caso di squilibri o rischi per la sostenibilità del FIS, il Ministero può sospendere o modificare il trasferimento.

L’accordo collettivo alla base del nuovo fondo deve individuare chiaramente il settore produttivo, la natura giuridica dei datori di lavoro e la dimensione delle imprese coinvolte. Solo al termine della certificazione dell’INPS, la quota può essere inserita nel decreto istitutivo del nuovo fondo.

I nuovi fondi devono essere istituiti da accordi sindacali sottoscritti da organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Tali fondi devono essere rivolti a specifici settori e garantire la sostenibilità finanziaria necessaria per l’erogazione delle prestazioni.

Fino all’avvio operativo dei nuovi fondi, le imprese restano coperte dal FIS, che continua a erogare le prestazioni già approvate. Le aziende devono proseguire i versamenti contributivi, inclusa la contribuzione addizionale, fino alla naturale scadenza delle misure in corso. Questo assicura continuità nella tutela dei lavoratori e coerenza nella gestione delle risorse pubbliche.

Redazione redigo.info