Dichiarazione annuale IVA, Assonime dipana i dubbi

Assonime non dà accesso alle interpretazioni contenute nelle proprie circolari. Benché anche questo testo non sia fruibile, apprendiamo da stampa specializzata che nella circolare n. 3, pubblicata il 21 febbraio 2024, vengono illustrate le novità della dichiarazione IVA annuale.

Assonime sul modello annuale

La circolare illustra, cioè, il modello di dichiarazione annuale IVA per il periodo d’imposta 2023, evidenziando le principali novità rispetto a quello relativo alla dichiarazione per l’anno 2022. 

In particolare, l’attuale modello è stato modificato per tenere conto delle disposizioni contenute nel decreto legislativo dell’8 gennaio 2024, n. 1, in materia di razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti tributari (c.d. “Decreto Adempimenti”), emanato in attuazione della delega per la Riforma fiscale di cui alla legge n. 111/2023.

Si tratta di:

– soppressione dei quadri VB e CS;
– alcune modifiche ai quadri VA, VE, VF, VL, VO e VS.

In dichiarazione, è scritto nel documento, si può ripristinare il credito IVA che il contribuente aveva erroneamente ottenuto a rimborso nel periodo di non operatività ma che, previo riversamento, può essere scomputato dall’imposta a debito relativa ai periodi di imposta successivi. Nel rigo VL40 della dichiarazione IVA è quindi possibile indicare, limitatamente alle somme rateali effettivamente pagate ogni anno, al netto delle somme versate a titolo di sanzione e interessi, la quota di credito IVA ripristinata.

Questa, alle condizioni prescritte (art. 30, DPR n. 633 del 26.10.1972) potrà confluire nel quadro VX, in cui sarà possibile chiederne il rimborso o, in alternativa, computarlo in detrazione e/o in compensazione.

Per l’anno d’imposta 2023 la dichiarazione andrà inviata tra il primo febbraio e il 30 aprile 2024, telematicamente, sul sito Fisconline/Entratel. Dal 12 febbraio scorso è disponibile il modello precompilato Iva sul sito dell’AdE.

Se dalla dichiarazione risulta una posizione a debito, il contribuente dovrà versare l’imposta dovuta; in caso, invece, di posizione a credito, è possibile richiedere le somme in due modi:

  • in compensazione con importi a debito di imposte e contributi diversi;
  • in compensazione dei versamenti periodici Iva dell’anno successivo, a patto che il credito sia esposto nella parte apposita della dichiarazione annuale;
  • rimborso.