Anf agli extracomunitari occupati in Italia

Al fine di potere erogare la prestazione familiare consistente nell’Assegno per il nucleo familiare (Anf) anche ai cittadini extracomunitari occupati in Italia, titolari del permesso di soggiorno di lungo periodo o di un permesso unico di soggiorno, per i familiari residenti in un Paese estero, occorre verificare, al pari dei cittadini italiani con familiari residenti all’estero, che siano rispettate le disposizioni previste nell’articolo 2 del dl n. 69 del 1988 (circolare Inps n. 95 del 2 agosto 2022).

Si ricorda, a tale fine, che il riconoscimento e la determinazione dell’importo dell’Assegno avvengono tenendo conto di:

  • tipologia di nucleo familiare;
  • numero dei componenti il nucleo familiare;
  • reddito complessivo del nucleo familiare.

La prestazione è, infatti, erogata per importi decrescenti in base a scaglioni crescenti di reddito e cessa in corrispondenza di soglie di esclusione diverse a seconda della tipologia familiare. Sono previsti aumenti degli scaglioni di reddito per i nuclei che comprendono soggetti inabili e per i nuclei monoparentali.

Circa la composizione del nucleo, la legge vi comprende i coniugi e i figli ed equiparati, di età inferiore ai 18 anni ovvero senza limiti di età qualora siano inabili assolutamente e permanentemente a proficuo lavoro; ne esclude, invece, il coniuge legalmente ed effettivamente separato.

Possono inoltre fare parte del nucleo, alle stesse condizioni dei figli ed equiparati, i fratelli, le sorelle e i nipoti di età inferiore ai 18 anni, ovvero senza limiti di età se inabili assolutamente e permanentemente a proficuo lavoro, nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto a pensione ai superstiti.

Riguardo al reddito familiare, assume rilievo quello assoggettabile all’IRPEF (nonché i redditi di qualsiasi natura, ivi compresi quelli esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva, se superiori a euro 1032,91) che sia stato conseguito dai predetti componenti nell’anno solare immediatamente precedente il 1° luglio di ciascun anno; esso ha valore per la corresponsione delle prestazioni fino al 30 giugno dell’anno successivo, salvo le variazioni del nucleo familiare.

Quando l’Anf non spetta

L’Assegno per il nucleo familiare (Anf) non spetta se la somma dei redditi da lavoro dipendente, da pensione o da altra prestazione previdenziale che derivi da lavoro dipendente risulti inferiore al 70 per cento del reddito complessivo del nucleo familiare.

Al fine di accertare il diritto, nonché la misura della prestazione familiare descritta, l’acquisizione della documentazione necessaria, in gran parte dei casi, avviene mediante le autocertificazioni del richiedente la prestazione, in ottemperanza di quanto previsto dal Dpr n. 445/2000.

Sitografia

www.inps.it