Nessun prodotto nel carrello.
Un’intervista pensata per vivere oltre la pagina editoriale. Un contenuto che restituisce la visione e l’identità del progetto. Qui non sarà raccontata in modo neutro la crescita di una società, ma approfondita una questione strategica per il futuro della formazione: come costruire un sistema nazionale capace di aggregare competenze, organizzazioni e territori senza omologarli?
Tre domande che rivolgerò a Eraldo Salvatori, Presidente del C.d.A. di Deleganoi S.p.A., proprietario di redigo.info, giornale che dirigo. Nascono con l’obiettivo di esplorare la visione imprenditoriale, il modello industriale e le prospettive di sviluppo di una piattaforma nazionale che ambisce, e riuscirà, a trasformare l’aggregazione in un’opportunità di crescita condivisa, preservando quel valore delle singole realtà che accennavo. Il filo conduttore è una dichiarazione che racchiude la sfida e l’ambizione:
«La S.p.A. non è traguardo. Ora si cresce insieme, restando sé stessi.».
Una frase che faccio nascere dalla contrazione di due e che tiene insieme identità imprenditoriale, strategia industriale e valore dei territori. La sfida non è banalmente diventare più grandi, ma costruire un sistema più solido, strutturato e competitivo, nel quale la crescita collettiva rafforzi, non cancelli, le specificità di ciascuno.
Aggregare omologando; crescere non disperdendo le identità; costruire un sistema nazionale che riconosca nel valore dei territori la propria forza. È questa la sfida culturale e industriale di Deleganoi Società per Azioni: mutare l’esperienza delle singole realtà in un progetto comune di sviluppo, innovazione e responsabilità.
Ebbene, con l’obiettivo di aggregare 30 enti Eraldo Salvatori illustra al suo giornale una visione che supera la dimensione societaria per interrogare il futuro della formazione e il significato stesso del fare impresa: non sommare organizzazioni, ma generare valore condiviso.
————————
Alessia Lupoi. Dott. Salvatori, lo scorso anno era una scelta. Nel 2026 è una direzione. Quale idea di impresa sottende questa trasformazione?
Eraldo Salvatori. «Il mio intervento in apertura lavori al Meeting nazionale del 2026 ricordava come un anno fa avessimo creduto in qualcosa che ancora non esisteva e come quel progetto abbia poi preso forma su obiettivi precisi: trasformazione in S.p.A., crescita aggregata, industrializzazione dei processi e presenza capillare sul territorio nazionale con una rete di 30 enti.
Essere piccoli non è più un vantaggio. La forza sta nel crescere insieme, valorizzando le competenze e costruendo una struttura solida, organizzata e autorevole. I 65 nuovi soci rappresentano oggi un patrimonio di competenze, esperienze e professionalità. Ed allora, una governance qualificata deve garantire solidità, affidabilità e autorevolezza, mentre il piano industriale prevedere l’avvio dell’aggregazione degli enti.
Abbiamo costruito le fondamenta: procedure condivise, modelli amministrativi, compliance, marketing, opportunità ci accomunano e sono condivisi; si aggiunge il supporto centrale agli enti.
La S.p.A. non è il traguardo. È lo strumento per progettare e realizzare di più.
Crescere insieme. Restare sé stessi. Questo significa costruire una piattaforma nazionale sul valore di ogni territorio, senza cancellare le identità locali, e il valore di una piattaforma nazionale sull’incontro con la forza dell’esperienza di ciascun ente. In definitiva, aumentano possibilità, struttura, tecnologia, visibilità e condivisione.».
Alessia Lupoi. Ha indicato un obiettivo ambizioso: 30 enti da aggregare per mezzo di un Avviso. Come si costruisce una rete nazionale non riducendo l’aggregazione a banale somma numerica, di fatturato e di organizzazioni?
Eraldo Salvatori. «Avendo chiaro l’intento: costruire un network italiano attraverso la selezione di realtà produttive e culturali solide, competenti, radicate nei territori della Penisola.
L’AVVISO_2026, pubblicato ed operativo fino a fine gennaio 2027, individua i requisiti degli enti da aggregare: accreditamento regionale per la formazione professionale e continua; organico stabile composto da almeno due dipendenti; fatturato medio annuo compreso tra 600.000 e 1.500.000 euro negli ultimi due esercizi, salvo motivate deroghe di interesse strategico territoriale; margine operativo positivo e assenza di procedure concorsuali, insolvenze o contenziosi rilevanti.
La selezione si basa su un metodo specifico dall’acronimo l’IFEA – Indice di Fattibilità Ente Acquisizione – ideato e realizzato in collaborazione con Innovation Academy.
Le candidature vengono valutate considerando otto dimensioni: posizionamento sul mercato; accreditamento presso fondi e Regioni; portafoglio clienti; competenze e capitale umano; offerta formativa; infrastruttura tecnologica; reputazione e rischi; servizi aggiuntivi.
L’obiettivo è valutare il potenziale di ogni realtà e la sua coerenza con il progetto industriale, individuando compatibilità, sostenibilità e opportunità di sviluppo.
I primi numeri indicati sono otto enti in fase di valutazione e 7,5 milioni di euro di fatturato aggregato.
Non si tratta, sic et simpliciter, di mettere insieme realtà diverse; piuttosto, di individuare il valore di ciascuna e capire come farlo crescere con gli altri.».
Alessia Lupoi. Durante l’evento, la formazione è stata indicata il terreno su cui il modello deve dimostrare la capacità di generare valore. Indicherebbe la direzione e, ai lettori, come si traduce il concetto di piattaforma nazionale nell’attività quotidiana degli enti?
Eraldo Salvatori. «La formazione si muove secondo il nostro modello attraversando tre direttrici: bandi regionali, Accordo Stato-Regioni e qualifiche regionali dei fondi paritetici interprofessionali.
Il modello viene reso sempre più integrato, riconoscibile e presente sul territorio attraverso un sistema capace di operare in modo coordinato. Con procedure, regole e strumenti condivisi, infatti, la crescita si costruisce oltre i soli numeri. Per questo abbiamo lavorato su comunione, condivisione e supporto centrale agli enti.
La dimensione offre nuove possibilità, l’organizzazione dà solidità, la tecnologia favorisce l’efficienza, la rete amplia la visibilità e la condivisione moltiplica le opportunità. Il futuro non è il “tutti omologati”. È diventare più forti insieme, mantenendo ciò che rende unici.
La trasformazione è iniziata. L’aggregazione è il percorso. La S.p.A. è uno strumento. La piattaforma nazionale il modello. La crescita condivisa è, infine, la direzione.».
A. L.

