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Nel giorno in cui l’Istituto Nazionale Tributaristi celebra il trentesimo anniversario dalla sua idea fondativa, il Congresso nazionale “Io Tributarista” si conferma un’occasione di confronto sul futuro della professione e sul ruolo dei tributaristi nel sistema fiscale italiano.
A fare da sfondo il rinnovo delle cariche associative per il triennio 2026-2029, che ha visto la riconferma di Riccardo Alemanno alla Presidenza Nazionale dell’Istituto.
Prima dell’avvio dei lavori congressuali, il Presidente Alemanno ha illustrato, alla redazione di redigo.info, le priorità che guideranno l’azione dell’Istituto nei prossimi anni, soffermandosi sulle prospettive della categoria, sulle proposte in materia fiscale e sul tema della qualificazione professionale prevista dalla Legge n. 4/2013.
Le priorità dell’INT per il triennio 2026-2029
Aprendo il confronto sul futuro dell’Istituto, gli abbiamo chiesto quale messaggio intendesse rivolgere ai tributaristi chiamati a scegliere la nuova governance associativa e quali fossero, a suo avviso, gli obiettivi strategici da perseguire nell’avvenire.
«Come nella tradizione e nella politica associativa dell’INT, è ampio lo spettro delle proposte, da quelle di interesse generale – imprese e famiglia – a quelle per la categoria. E stiamo molto attenti che quelle per le categoria non superino quelle di interesse generale, perché abbiamo la fortuna di avere una panoramica della società civile molto ampia e dunque sappiamo cosa serve alle imprese. Ma se parlo di imprese, parlo anche di lavoratori dipendenti, di famiglie. Le nostre proposte sono quindi omnicomprensive.
Le persone vengono a chiederci consigli, per migliorare la loro redditività ad esempio (ovviamente nel rispetto del dettato normativo) per la loro famiglia, per il loro benessere. E vengono da noi. Questa è una cosa bellissima. Quindi, grande attenzione e grande convinzione per una professione che abbiamo scelto.».
Verso la Legge di Bilancio e il “consolidato fiscale familiare”
Ora spostiamo la nostra attenzione sulle prospettive della prossima Legge di Bilancio e sulle misure maggiormente attese da famiglie, professionisti e imprese.
Tra i temi affrontati dal Presidente vi è anche il progetto del cosiddetto “consolidato fiscale familiare“, una proposta che l’INT sostiene da tempo e che consentirebbe di compensare crediti e debiti fiscali all’interno dello stesso nucleo familiare.
«Per la Legge di Bilancio, abbiamo due proposte per le famiglie: una è il consolidato cd. familiare, che consiste nella compensazione dei tributi della moglie, ad esempio, con i contributi del marito e/o viceversa; o comunque l’estensione a tutti i componenti del nucleo familiare. Questa proposta andrebbe a sostegno della liquidità delle famiglie, in un momento in cui ce n’è davvero bisogno.
L’altra iniziativa, già sottoposta all’attenzione del governo quando era Ministro delle finanze Tremonti che l’aveva accolta con particolare interesse, è quella per cui quando si definisce l’ultimo atto di un accertamento individuando il responsabile dell’evasione, questo deve diventare un imponibile per una quota strutturale che vada a beneficio del Fondo famiglia. Il che non risolverebbe di certo i problemi fiscali ma sarebbe un bel monito per gli evasori; per le famiglie sarebbe un’entrata strutturata.».
Qualificazione professionale e riconoscimento delle competenze in Europa
Altro passaggio centrale dell’intervista ha riguardato la Legge n. 4/2013, riferimento normativo essenziale per le professioni. Nel corso degli anni, l’INT ha più volte evidenziato l’importanza della qualificazione professionale e delle certificazioni come strumenti di tutela per gli utenti e di valorizzazione delle competenze dei professionisti. A tal proposito, abbiamo chiesto ad Alemanno in che modo l’adozione uniforme delle certificazioni professionali da parte dei tributaristi possa contribuire a rafforzarne il ruolo anche in una prospettiva europea.
«E’ il legislatore che ha individuato la certificazione del professionista come una tutela per i nostri assistiti e per l’utenza. Tant’è che un tributarista qualificato, in regola con l’aggiornamento professionale non ha provvedimenti disciplinari; rispetta le regole, dunque rispetta una serie di requisiti molto rigidi; può iscriversi agli Albi dei CTU e dei CTP.».
CTU e onorari
Infine, una domanda sugli onorari del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio), figura tutt’altro che marginale.
«Mi auguro quanto prima che la normativa possa trovare una giusta applicazione perché è evidente che l’attività peritale dei CTU ha una grossa redditività; ha un grosso impegno ma anche una grossa redditività. Sulle tariffe, che siano adeguate ai tempi.».
Melania Baroncini

