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Il Consiglio dei Ministri n. 191 del 2 ottobre 2026 ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), che aggiorna il quadro di finanza pubblica e rivede al rialzo la previsione di crescita dell’Italia per il 2026, fissandola all’1%.
Per il 2026, il rapporto deficit/Pil si attesta al 2,9%. Il DPFP definisce inoltre lo scenario programmatico per il triennio successivo, con le previsioni relative a crescita economica, indebitamento netto e debito pubblico.
Crescita e indebitamento netto
Secondo lo scenario programmato. il tasso di crescita del Pil è previsto allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028 e allo 0,8% nel 2029.
Per l’indebitamento netto, considerando l’utilizzo della NEC, le previsioni indicano un rapporto pari al 3,4% nel 2027, al 3,2% nel 2028 e al 2,3% nel 2029. Escludendo invece l’utilizzo della NEC, il rapporto è previsto al 2,8% nel 2027, al 2,6% nel 2028 e al 2,3% nel 2029.
Anche il debito pubblico viene aggiornato nello scenario programmatico. Il rapporto debito/Pil è previsto al 138,1% alla fine del 2026 e al 138,5% nel 2027. Il dato dovrebbe poi scendere al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.
Clausola nazionale di salvaguardia
Il Governo ha inoltre ricordato la richiesta presentata alla Commissione europea il 10 settembre 2026 per l’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia, in relazione alle maggiori spese sostenute per l’energia e la sicurezza.
La richiesta, presentata in attuazione degli atti di indirizzo approvati dal Parlamento il 5 agosto, consentirebbe di utilizzare risorse per un valore complessivo fino a circa 29 miliardi di euro nel biennio 2027-2028. Per ciascuna delle clausole, le risorse corrispondono a circa lo 0,3% del Pil all’anno.

