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Con la circolare n. 9 del 3 febbraio 2026, l’INPS ha ufficializzato i nuovi importi dei contributi previdenziali dovuti per l’anno 2026 per i lavoratori domestici. L’aggiornamento tiene conto della consueta rivalutazione annuale basata sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Secondo quanto comunicato dall’ISTAT, la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo tra il periodo gennaio 2024-dicembre 2024 e gennaio 2025-dicembre 2025 è pari all’1,4%. Sulla base di tale incremento, l’Istituto ha provveduto ad adeguare le fasce di retribuzione convenzionale e gli importi dei contributi orari dovuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, oltre a definire i coefficienti di ripartizione tra le diverse gestioni previdenziali.
La circolare conferma inoltre che, per i rapporti di lavoro a tempo determinato, continua ad applicarsi il contributo addizionale pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, interamente a carico del datore di lavoro. Tale maggiorazione non trova applicazione nei casi di assunzione a termine effettuata per la sostituzione di lavoratori assenti.
Le nuove fasce contributive per i domestici
La contribuzione di base per il 2026 è stata individuata con riferimento alla retribuzione oraria effettiva del lavoratore. In particolare:
- per una retribuzione fino a 9,61 euro l’ora, la retribuzione convenzionale è fissata a 8,52 euro, con un contributo orario pari a 1,70 euro;
- per una retribuzione compresa tra 9,61 e 11,70 euro l’ora, la retribuzione convenzionale è pari a 9,61 euro, con un contributo orario di 1,92 euro;
- per una retribuzione superiore a 11,70 euro l’ora, la retribuzione convenzionale sale a 11,70 euro, con un contributo orario pari a 2,34 euro;
- nei casi di orario di lavoro superiore alle 24 ore settimanali, la retribuzione convenzionale è fissata a 6,20 euro, con un contributo orario di 1,24 euro.
L’adeguamento dei contributi, come previsto dalla normativa vigente, mira a garantire l’allineamento del sistema previdenziale all’andamento del costo della vita, incidendo direttamente sui costi sostenuti dalle famiglie datrici di lavoro e sulla tutela previdenziale dei lavoratori domestici.
Redazione redigo.info

