Nessun prodotto nel carrello.
Il documento “Composizione negoziata della crisi. Profili giuslavoristici” – downloadabile anche da redigo.info, sezione Leggi e Prassi – pubblicato il 15 dicembre su Piattaforma dal Consiglio e dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, si sofferma su un tema di particolare importanza per i professionisti, esaminandone la disciplina giuslavoristica: la composizione negoziata della crisi d’impresa.
Muovendo dalle previsioni della c.d. “Direttiva Insolvency“, dove il legislatore europeo ha precisato come i quadri di ristrutturazione preventiva debbano tendere, sì, a massimizzare il valore complessivo di recupero per i creditori, ma anche a impedire la perdita di posti di lavoro e del patrimonio immateriale rappresentato da conoscenze e competenze professionali che appartengono a ogni dipendente, l’analisi si snoda lungo un ideale percorso orientato a esaminare il quadro di riferimento recepito nel contesto del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza.
La composizione negoziata della crisi e la salvaguardia dei posti di lavoro come obiettivo primario
In questa prospettiva, preso atto che, per disposto normativo, la salvaguardia dei posti di lavoro è tra gli obiettivi primari che la soluzione adottata in seguito al percorso di composizione negoziata deve perseguire, sono esaminate le disposizioni del Codice della crisi che più di altre si occupano di tali importanti profili, cominciando da quelle che, nell’ambito delle trattative per la composizione negoziata, impongono all’imprenditore di attivare una procedura di:
– informazione e
– consultazione sindacale
qualora intenda assumere determinazioni rilevanti per i rapporti di lavoro di una pluralità di dipendenti, affinché possa garantirsi che ogni determinazione di rilievo venga assunta nell’alveo di un dialogo effettivo e trasparente, per continuare con quelle relative alle vicende circolatorie dell’azienda.
Redazione redigo.info

