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L’INPS, con il comunicato stampa del 20 ottobre 2026, fornisce chiarimenti sul contributo per l’autoimpiego previsto dal Decreto Coesione, destinato ai giovani disoccupati under 35 che hanno avviato un’attività imprenditoriale o libero-professionale nei settori strategici per lo sviluppo tecnologico e la transizione digitale ed ecologica.
La misura, introdotta dall’articolo 21, comma 3, del decreto-legge n. 60/2024, convertito dalla legge n. 95/2024, riconosce un contributo di 500 euro mensili per un massimo di 36 mesi ai beneficiari che hanno avviato l’attività in Italia tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
Contributo autoimpiego under 35: perché le domande sono in ritardo
L’INPS riconduce il rallentamento delle procedure alla complessità delle verifiche, soprattutto nei casi che richiedono una valutazione individuale da parte di un’altra amministrazione. Le attività di riesame proseguono per accertare le incongruenze segnalate dai richiedenti e verificare la presenza di tutti i requisiti necessari.
L’istruttoria riguarda, tra gli altri elementi, i dati identificativi dell’impresa o l’apertura della partita IVA per i liberi professionisti, la data di avvio dell’attività, l’appartenenza ai settori ammessi e i dati anagrafici del richiedente.
L’Istituto riserva particolare attenzione allo stato di disoccupazione alla data di avvio dell’attività. Il requisito è attestato dall’interessato mediante dichiarazione sostitutiva presentata con la domanda, mentre la verifica avviene attraverso le informazioni rese disponibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, competente per la certificazione dello stato occupazionale.
Pagamenti INPS: verifiche sui requisiti e sul DURC
I funzionari incaricati stanno riesaminando le posizioni ancora in lavorazione e quelle per cui i richiedenti hanno segnalato difformità. Nei casi che richiedono ulteriori valutazioni, l’INPS acquisisce gli elementi necessari per confermare il possesso dei requisiti.
Il pagamento del contributo viene disposto progressivamente quando le verifiche confermano tutte le condizioni richieste, compreso il Documento unico di regolarità contributiva (DURC). Non si tratta quindi di un’erogazione automatica per tutte le domande presentate: l’esito dipende dall’accertamento della regolarità della singola posizione.
Per i richiedenti, la comunicazione chiarisce che i ritardi non dipendono soltanto dai controlli sulle informazioni disponibili presso l’INPS, ma anche dalla necessità di acquisire valutazioni e dati da altre amministrazioni.

