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Le innovazioni tecnologiche, in particolare intelligenza artificiale e robotica, sono centrali nell’Approfondimento appena pubblicato dalla categoria dei Consulenti del lavoro. La Fondazione Studi avvisa che esse stanno incidendo in modo significativo sulle modalità di esercizio dei poteri datoriali. Il documento (del 22.9.2026) evidenzia come tali strumenti possano introdurre direttive provenienti da robot, cyborg o cobot e consentire forme di controllo della prestazione lavorativa sempre più sofisticate e inferenziali, con il rischio di una crescente pervasività. Secondo il testo, l’evoluzione tecnologica potrebbe persino condurre, almeno in astratto, a sistemi capaci di attivare autonomamente procedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori inadempienti.
Il dibattito, che coinvolge profili etici, sociali ed economici, è ancora lontano da una stabilizzazione. L’analisi distingue correttamente il controllo datoriale come diritto (verifica dell’adempimento e tutela del patrimonio aziendale) e come dovere (vigilanza e sorveglianza per la salute e sicurezza del lavoratore, ex art. 2087 c.c.).
Controllo tecnologico datoriale e innovazioni normative
La normativa applicabile agli strumenti tecnologici di controllo non è immediata. Il documento richiama:
- la nuova disciplina nazionale sull’AI (L. 132/2025);
- il Regolamento UE 2024/1689 (“AI Act”);
- le difficoltà interpretative legate alla robotica e alla biorobotica;
- l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, un presidio essenziale.
Il testo ribadisce un limite assoluto: che gli impianti audiovisivi e gli strumenti che consentono il controllo a distanza possono essere installati solo per esigenze organizzative e produttive, sicurezza del lavoro e tutela del patrimonio aziendale, previo accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato.
Sono esclusi da tali condizioni gli strumenti indispensabili alla prestazione lavorativa e quelli di registrazione degli accessi.
Le informazioni raccolte sono utilizzabili ai fini del rapporto di lavoro solo se il lavoratore è adeguatamente informato e se viene rispettata la normativa privacy (GDPR e Codice Privacy).
Controllo tecnologico datoriale e sistemi di AI ad alto rischio
Il documento riporta gli obblighi informativi previsti dal Regolamento UE e dal D.Lgs. 152/1997 (come modificato dal D.Lgs. 104/2022):
- informazione preventiva ai lavoratori e ai loro rappresentanti;
- descrizione degli aspetti del rapporto di lavoro influenzati dai sistemi automatizzati;
- indicazione di logiche, funzionamento, categorie di dati, parametri di addestramento, meccanismi di valutazione;
- misure di controllo, processi di correzione, responsabile della qualità;
- livello di accuratezza, robustezza e cybersicurezza;
- obbligo di risposta entro 30 giorni alle richieste del lavoratore;
- aggiornamento del registro dei trattamenti e valutazione d’impatto privacy.
Il documento sottolinea che l’AI deve essere sicura, affidabile, trasparente, non lesiva della dignità umana e non discriminatoria.
Innovazioni tecnologiche e dovere di vigilanza
Il datore di lavoro, oltre alla facoltà di controllo, è onerato di sorvegliare la prestazione nel rispetto della normativa su salute e sicurezza (D.Lgs. 81/2008).
Il testo introduce un punto cruciale: la responsabilità del datore che non utilizza strumenti tecnologici avanzati, anche in ottica predittiva, potrebbe aumentare. L’AI e la robotica assumono infatti la valenza di presidi di sicurezza, coerenti con l’art. 2087 c.c. e con la giurisprudenza che impone l’adozione delle misure suggerite dalla migliore tecnica disponibile. Il documento richiama sentenze che affermano che il datore deve adeguarsi alle acquisizioni della scienza e della tecnica anche prima che vi sia un obbligo normativo espresso.
Attenzioni e buone prassi
Il testo conclude con alcune linee guida:
- evitare controlli sproporzionati o connotati da clima poliziesco;
- garantire informazione preventiva e trasparente;
- assicurare pertinenza e minimizzazione dei dati;
- sperimentare e adottare le nuove tecnologie per la sicurezza del lavoratore;
- considerare l’AI come strumento per migliorare condizioni di lavoro, integrità psicofisica, qualità delle prestazioni e produttività, sempre nel rispetto del diritto unionale.

