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E’ stata una conferenza stampa rapida, in aderenza ai rigidi tempi dettati dalla Camera dei Deputati, quella del 1° luglio 2026 nella quale il Presidente dell’INT, Istituto Nazionale dei Tributaristi, Riccardo Alemanno, ha messo a terra l’urgenza di una definizione normativa chiara della responsabilità del professionista contabile, alla luce delle recenti pronunce della Suprema Corte di Cassazione. Erano presenti, su invito, la nostra testata giornalistica e Deleganoi S.p.A., a testimonianza del ruolo crescente dell’informazione professionale nella costruzione, con una comunicazione efficace, di una cultura della responsabilità.
La responsabilità, sì, del professionista contabile che è tema caldo, attuale, tra i più delicati nel panorama tributario italiano. Le recenti ordinanze dei Giudici di ultima istanza hanno introdotto interpretazioni tanto più stringenti sul concorso del consulente negli illeciti fiscali del cliente, generando principi nuovi e alimentando giusta preoccupazione tra gli operatori del settore.
La conferenza, organizzata dall’Osservatorio nazionale sulla fiscalità di Confassociazioni e dal Centro Studi INT, si è svolta nella Sala Stampa del ramo più giovane del Parlamento e – benché ritmata dalla necessità di uno sblocco mentale alla traumatica interruzione che le ordinanze hanno prodotto nel percorso professionale contabile, avviando una chiara perimetrazione normativa del ruolo – ha rappresentato un indispensabile momento di confronto istituzionale di alto livello. L’obiettivo era trasparente e diretto: proporre al Legislatore indicazioni concrete per ristabilire una linea di certezza del diritto e tutelare la funzione del professionista.
I punti chiave degli interventi e la legittima preoccupazione del Presidente: collaboratore o sostituto dell’Amministrazione finanziaria?
Torniamo alla responsabilità professionale. È emersa la necessità di una cornice normativa finalmente chiara, che non ingeneri esegesi singolari e difformi e responsabilità eccessive o non coerenti con il mandato professionale. Riccardo Alemanno ha ribadito che il tributarista qualificato ex lege 4/2013, già opera nel rispetto del codice deontologico. La richiesta è dunque di ben altra portata: che il Legislatore stabilisca una linea di demarcazione certa sulla responsabilità, per evitare una “babele” interpretativa e tutelare la certezza del diritto.
Egli ha anche rimarcato che talvolta, se non spesso, la funzione del tributarista passa da collaboratore a sostituto dell’Agenzia delle Entrate.
Quando è stata la volta di Salvatore Cuomo, il Consigliere nazionale INT ha sottolineato che talune pronunce della Cassazione come le recenti oggetto dell’incontro con la stampa del 1° luglio, rischiano seriamente di trasformare l’intermediario fiscale in un controllore, snaturandone l’incarico.
L’ottimo intervento di Laura Ambrosi – professionista legale tributaria e giornalista concreta – ha proposto la tipizzazione normativa dell’intermediario diligente e una maggiore valorizzazione del mandato professionale, per garantire serenità operativa ai consulenti. Le va dato atto, su tutti, di aver ripercorso con rigore e analisi lucida le fasi normative e giurisprudenziali che hanno condotto questo stravolgimento nell’iter del riconoscimento della categoria e delle professioni in generale.
Raggiunti i relatori, l’On. Marco Osnato – da sempre zelante e vigile nel passaggio del tema tra i prestigiosi banchi di Aule e Commissioni della Camera – ha assicurato un nuovo massimo impegno nel definire i confini della responsabilità del professionista contabile, sottolineando l’attenzione posta dal Vice Ministro del MEF, Maurizio Leo.
Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni, ha infine ricordato che eventuali ulteriori compiti di verifica e controllo devono passare dalla Legge dello Stato ed essere accompagnati da responsabilità, sanzioni e compensi adeguati.
Perché serve un intervento legislativo?
La conferenza ha evidenziato un punto condiviso: senza una definizione normativa chiara, la responsabilità del professionista economico-contabile rischia di trasformarsi in un terreno incerto, con ricadute negative su esercizio della professione, tutela del contribuente, certezza del diritto, equilibrio tra consulenza e controllo.
Un intervento normativo sembra perciò urgente, non solo necessario, per ristabilire un quadro coerente e sostenibile per il futuro della professione. Confassociazioni e INT esprimono la volontà di collaborare con il Legislatore per una soluzione condivisa, mentre la presenza di redigo.info e Deleganoi – della quale ringraziamo il Presidente Alemanno – ha confermato l’interesse unico e univoco verso una divulgazione appropriata e una corretta informazione. Il giornalismo di redigo.info, in particolare, osserverà da vicino il dibattito istituzionale.
A. L.

