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L’INPS, con il messaggio n. 2124 del 26 giugno 2026, ha introdotto importanti chiarimenti sulla trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia nel sistema contributivo e sulle agevolazioni previste per le lavoratrici madri.
Il documento precisa che la trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia avviene automaticamente al raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa. Per chi è nel sistema contributivo, il passaggio può avvenire al raggiungimento dell’età pensionabile con almeno venti anni di contributi oppure, in determinate condizioni, a 71 anni con almeno cinque anni di contribuzione effettiva.
La principale novità riguarda le lavoratrici madri. L’INPS chiarisce che chi intende usufruire del beneficio previsto dalla legge n. 335 del 1995, che consente un anticipo dell’età pensionabile oppure un coefficiente di trasformazione più favorevole per il calcolo della pensione, dovrà presentare un’apposita richiesta entro il mese precedente la decorrenza della pensione di vecchiaia.
Poiché la trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità avviene d’ufficio, l’Istituto invita le interessate a non attendere il passaggio automatico, ma a inoltrare tempestivamente l’istanza indicando il beneficio richiesto e il numero dei figli.
Il messaggio precisa inoltre che, qualora il beneficio comporti una decorrenza anticipata della pensione di vecchiaia, gli importi già percepiti come assegno ordinario di invalidità saranno compensati con quelli spettanti a titolo di pensione, riconoscendo all’interessata l’eventuale differenza a credito.
L’INPS sottolinea infine che la mancata presentazione della domanda nei termini previsti impedisce il riconoscimento del beneficio, sia al momento della trasformazione automatica sia in un’eventuale successiva ricostituzione della pensione.

