Festival del Lavoro 2026 alla 17ª edizione. De Luca: non come gli altri

dir. Alessia Lupoi – Redigo.info

È un’edizione, la diciassettesima del Festival del lavoro, che nasce con un’ambizione dichiarata: non essere un festival come gli altri. Lo ha detto con chiarezza Rosario De Luca, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine (CNO) dei Consulenti del Lavoro, anticipando che questa potrebbe essere l’edizione in cui si compie un passaggio storico: la riforma della legge ordinamentale. Un auspicio ma anche un segnale, per essere il lavoro, oggi, non più un tema ma un terreno culturale.

Un patto sociale da riscrivere

Il filo rosso dell’edizione 2026 è netto: far tornare la Persona al centro per necessità politica, economica e sociale.

Il Festival si muove su tre assi che raccontano bene il momento che il Paese attraversa:

  • welfare ampliato e generativo non più solo come benefit, ma un ecosistema che sostiene reddito, salute, conciliazione, previdenza;
  • sicurezza e qualità dell’occupazione, un tema che torna forte, potente, anche grazie al Forum Salute e Sicurezza realizzato con INAIL;
  • Intelligenza artificiale, la grande variabile che sta riscrivendo competenze, ruoli, diritti, responsabilità.

È qui che la manifestazione sarà osservatorio privilegiato, non limitandosi a fotografare il presente ma provando a interpretarlo.

Dentro il Festival: dove si costruisce il domani

La struttura dell’evento – Roma, tra il 21 e il 23 maggio, Nuvola di Fuksas (iconico centro congressi avveniristico situato nel quartiere EUR) – è pensata come una città nella città: agorà per i grandi dibattiti; laboratori per chi intende capire come cambiano norme, contratti, sicurezza; aule tematiche per approfondire previdenza, welfare, AI, crisi d’impresa; fuori Festival per respirare l’atmosfera, incontrare persone, creare connessioni.

Poi? Iniziative speciali: le convenzioni viaggio, le consulenze previdenziali personalizzate, la raccolta fondi per il Bambino Gesù.

Un festival che di lavoro parla e lo pratica.

Perché questa edizione conta di più?

Il Festival del Lavoro 2026 prova a tenere insieme due anime: quella che corre e quella che resiste; un’Italia che cambia e una che fatica a cambiare. La domanda che attraversa gli incontri è semplice; al contempo è ciclopica: come si costruisce un nuovo patto sociale in un Paese che sta cambiando più velocemente delle sue leggi? È qui che i Consulenti del Lavoro diventano protagonisti: ponte tra norme e persone, tra imprese e istituzioni, tra diritti e trasformazioni.

Il sottotesto: una professione che si ripensa

La possibile riforma dell’ordinamento professionale non è un dettaglio tecnico: è un segnale politico. Significa riconoscere che il ruolo dei Consulenti del Lavoro non è quello di vent’anni fa. Oggi sono:

  • interpreti del cambiamento,
  • garanti della legalità,
  • mediatori tra innovazione e tutele,
  • custodi della qualità del lavoro.

Il Festival diventa così anche un luogo di identità: un momento in cui la categoria si guarda allo specchio e decide come vuole essere nel futuro.

Stavolta non finisce quando si spengono le luci

“Possiamo già garantire che non sarà un Festival del Lavoro come gli altri; sarà ancora più interessante.”, dichiara il presidente De Luca.

Roma, a fine maggio, sarà il luogo in cui il lavoro italiano prova a raccontarsi senza retorica con fragilità, sfide, opportunità. Sarà proprio questo il valore del Festival del Lavoro 2026: non dare risposte facili, ma creare lo spazio per fare le domande giuste?

Deleganoi e Redigo.info ci saranno.