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Con l’approfondimento del 10 febbraio 2026 la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro accende i riflettori sulle attività turistico-esperienziali in agricoltura, con particolare attenzione a enoturismo e oleoturismo. Il documento analizza i confini tra esperienza ricreativa e prestazione lavorativa, ricordando che nel nostro ordinamento le ipotesi di lavoro gratuito sono residuali e tipizzate.
Quando il turista partecipa alla vendemmia o alla raccolta delle olive, spiega la Fondazione, lo fa per finalità culturali e didattiche, non produttive. Proprio questa linea di demarcazione rappresenta il nodo giuridico principale.
La disciplina dell’enoturismo trova base nella legge 205/2017 e nel decreto 12 marzo 2019, che qualificano tali iniziative come attività agricole connesse se svolte dall’imprenditore agricolo. Analoga cornice vale per l’oleoturismo, disciplinato dalla legge 160/2019 e dal decreto 26 gennaio 2022, con requisiti e standard minimi.
Particolare rilievo assumono i protocolli sottoscritti con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, finalizzati a prevenire fenomeni elusivi e lavoro irregolare. Le intese stabiliscono che l’attività del partecipante sia gratuita, episodica e separata dalla produzione ordinaria, senza controprestazioni economiche.
Sul piano organizzativo è oltretutto richiesta la distinzione fisica tra aree produttive e spazi esperienziali, l’uso di cartellini identificativi e la comunicazione preventiva al SUAP dei dati dei partecipanti.
Per le imprese le ricadute sono significative: il supervisore deve essere formato e correttamente inquadrato, con adeguamenti retributivi ove necessari. Occorre inoltre aggiornare la valutazione dei rischi e integrare il codice disciplinare.
Resta infine centrale il tema della ciclicità: le esperienze non possono diventare continuative né produttive, pena la possibile riqualificazione del rapporto come lavoro subordinato, da valutare caso per caso in base all’organizzazione aziendale e ai cicli stagionali. In questo quadro, la pianificazione diventa strategica per coniugare promozione del territorio e rispetto delle regole, evitando sanzioni e garantendo trasparenza nei rapporti con lavoratori e autorità ispettive locali e nazionali.
Redazione redigo.info

