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Il Consiglio dei Ministri n. 161 dell’11 febbraio 2026 ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo sulla parità di trattamento, che recepisce le direttive UE 2024/1499 e UE 2024/1500, con l’obiettivo di rafforzare la tutela contro le discriminazioni e armonizzare la normativa italiana agli standard europei.
Ambiti di tutela
Il decreto riguarda la parità di trattamento in relazione a:
- razza e origine etnica;
- religione o convinzioni personali;
- disabilità;
- età;
- orientamento sessuale;
- genere, in particolare per sicurezza sociale e accesso a beni e servizi;
- occupazione e impiego.
Parità di trattamento. Cosa cambia?
Il provvedimento introduce:
1. Requisiti minimi per gli organismi per la parità
Gli organismi nazionali dovranno garantire: indipendenza; autonomia regolamentare e organizzativa; risorse adeguate; maggiore efficacia nelle attività di prevenzione e contrasto delle discriminazioni.
2. Un nuovo Organismo per la Parità
Dal 1° gennaio 2027 sarà operativa una nuova Autorità amministrativa indipendente, dotata di: autonomia regolamentare, organizzativa, contabile e finanziaria; competenze trasversali su tutte le forme di discriminazione previste dal diritto unionale.
Obiettivo della riforma
E’ interesse dei Ministri proponenti il decreto legislativo in esame preliminare rendere più efficace, ed anche coerente, il sistema italiano di tutela antidiscriminatoria, garantendo organismi realmente indipendenti e allineati agli standard europei.
Redazione redigo.info

