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Cambiano le regole per l’accesso ai benefici contributivi e normativi in materia di lavoro. Con la circolare n. 150 del 16 dicembre 2025, l’INPS ha fornito le istruzioni operative sulle novità introdotte dal decreto-legge n. 19 del 2024, convertito in legge ad aprile, che rafforza i requisiti richiesti ai datori di lavoro per usufruire delle agevolazioni. Il messaggio è chiaro: per ottenere sgravi e benefici, le imprese dovranno dimostrare anche l’assenza di violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, aumentando di fatto i controlli.
Più controlli contro il lavoro irregolare
La norma modifica l’articolo 1, comma 1175, della legge finanziaria 2007, ampliando le condizioni di accesso ai benefici. In aggiunta, oltre al possesso del DURC e al rispetto dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, diventa ora centrale la verifica del comportamento complessivo dell’azienda sul piano della legalità.
L’obiettivo dichiarato è contrastare il lavoro sommerso e garantire una concorrenza leale tra imprese, premiando quelle che operano nel rispetto delle regole e della sicurezza dei lavoratori.
La regolarizzazione mantiene le agevolazioni
Una delle principali novità riguarda il meccanismo di “mitigazione” delle sanzioni. Con l’introduzione del nuovo comma 1175-bis, il legislatore ha previsto che i benefici già fruiti non vengano recuperati se il datore di lavoro provvede a regolarizzare tempestivamente le violazioni contestate dagli organi di vigilanza.
In caso di irregolarità contributive, sarà sufficiente sanare la posizione entro i termini indicati nel verbale ispettivo, anche attraverso la rateizzazione, per non perdere le agevolazioni. Per le violazioni amministrative non sanabili, invece, il recupero dei benefici sarà limitato a un massimo pari al doppio della sanzione prevista.
Un sistema più equo
Secondo l’INPS, il nuovo assetto normativo punta a rendere più conveniente la regolarizzazione spontanea, riducendo il contenzioso e favorendo un rapporto più collaborativo tra imprese ed enti previdenziali.
In attesa del pieno funzionamento delle banche dati condivise con l’Ispettorato del Lavoro, resta in vigore l’obbligo per le aziende di autocertificare l’assenza di violazioni gravi in materia di sicurezza.
Redazione redigo.info

