Ticket di licenziamento, Inps su contribuzione dovuta

La legge n. 92/2012 (art. 2, c. da 31 a 35) disciplina il c.d. ticket di licenziamento.

In particolare, il comma 31 dispone che: “Nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’ASpI [oggi NASpI], intervenuti a decorrere dal 1° gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI [oggi NASpI] per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo dell’anzianità aziendale sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo indeterminato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità o se comunque si è dato luogo alla restituzione di cui al comma 30”.

La base di calcolo del contributo in argomento è costituita dal massimale NASpI annualmente determinato.

Con il messaggio n. 531, INPS specifica che la base di calcolo del contributo in argomento è costituita dal massimale NASpI annualmente determinato, comunicato dall’Istituto con circolare dedicata. Nello specifico, per l’anno 2024, il massimale NASpI è pari a 1.550,42 euro (cfr. la circolare n. 25 del 29 gennaio 2024, paragrafo 6).

Ticket di licenziamento: quest’anno si assumerà come base di calcolo il massimale Naspi di 1.550,42 euro

Tanto rappresentato, con il messaggio del 7 febbraio Inps rende noto che i datori di lavoro obbligati al versamento del c.d. ticket di licenziamento in relazione a interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato come sopra precisate, intervenute nel corso dell’anno 2024, devono assumere come base di calcolo del citato contributo il massimale NASpI sopra indicato.

Sitografia

www.inps.it