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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il decreto direttoriale n. 154 del 19 ottobre 2026, ha rideterminato i valori dei coefficienti di trasformazione utilizzati per il calcolo della pensione con il sistema contributivo.
Il provvedimento aggiorna i parametri che consentono di trasformare il montante contributivo individuale in una rendita pensionistica, con coefficienti differenziati in base all’età di pensionamento.
Come funzionano i coefficienti di trasformazione
I coefficienti sono utilizzati nel sistema contributivo per determinare l’importo annuo della pensione a partire dal montante dei contributi accumulati durante la vita lavorativa. Il calcolo prevede l’applicazione al montate individuale del coefficiente corrispondente all’età del pensionamento.
In generale, il coefficiente aumenta con l’età: a parità di montante contributivo, il pensionamento a un’età più avanzata determina un importo pensionistico annuo più elevato rispetto a quello calcolato con un coefficiente inferiore.
Il decreto stabilisce che i nuovi divisori e coefficienti di trasformazione si applicano dal 1° gennaio 2027, sostituendo quelli precedentemente vigenti. La revisione tiene conto dei parametri economici e demografici rilevati dall’Istat, secondo la metodologia prevista dalla normativa previdenziale.
Crescita dei coefficienti
I coefficienti crescono dal 4,153% per chi ha 57 anni al 6,382% per chi ha 71 anni. Per esempio, applicando il coefficiente del 5,514% a un montante contributivo di 300.000 euro, si ottiene una pensione annua teorica di 16.542 euro, prima delle eventuali imposte e degli altri elementi che possono incidere sulla prestazione.
L’importo effettivo della pensione dipende comunque dal montante contributivo individuale, dall’età considerata per il calcolo e dalle regole applicabili alla specifica posizione previdenziale.

