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Per i pensionati che nel 2025 hanno percepito redditi da lavoro autonomo e sono soggetti alle regole sul cumulo tra pensione e reddito da lavoro, si avvicina la scadenza del 2 novembre 2026 per la comunicazione all’Inps dei compensi percepiti, che va presentata entro il termine previsto per la dichiarazione dei redditi 2026. L’obbligo è richiamato nel messaggio 3281, pubblicato il 15 ottobre 2026.
L’Istituto riepiloga i soggetti tenuti all’adempimento, le esclusioni, le deroghe, le modalità di trasmissione e le conseguenze dell’omessa dichiarazione.
Dichiarazione Inps dei redditi da lavoro autonomo: chi è escluso
L’obbligo dichiarativo non riguarda tutti i pensionati. Sono esclusi i titolari di trattamenti pensionistici già pienamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo.
Rientrano tra i soggetti esclusi:
- i titolari di pensione e assegno di invalidità con decorrenza entro il 31 dicembre 1994;
- i beneficiari di pensione di vecchiaia;
- i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo;
- i percettori di pensione di anzianità o di prepensionamento integralmente cumulabili;
- i titolari di pensione o assegno di invalidità con almeno 40 anni di contribuzione.
Cumulo pensione e reddito: le deroghe all’obbligo dichiarativo
Per gli altri pensionati soggetti alle regole sul cumulo, la comunicazione dei redditi da lavoro autonomo percepiti nel 2025 deve essere trasmessa entro la data sopraccitata, fatte salve le eccezioni previste dalla normativa.
Tra i redditi che non rilevano ai fini del cumulo figurano quelli derivanti da attività socialmente utili, le indennità degli amministratori locali, le indennità connesse a cariche elettive, i compensi dei giudici tributari e le remunerazioni dei sacerdoti. È inoltre precisato che i titolari di pensione o assegno di invalidità non sono soggetti al divieto di cumulo se nel 2025 hanno percepito redditi da lavoro autonomo non superiori a 7.844,20 euro.
Le indicazioni per specifiche categorie di pensionati
Il messaggio Inps contiene indicazioni specifiche per i pensionati della Gestione dipendenti pubblici, gli iscritti all’Inpgi, i lavoratori sportivi e i magistrati onorari confermati che esercitano le funzioni in via non esclusiva: per queste categorie, l’Istituto chiarisce quando i relativi compensi assumono rilevanza ai fini dell’applicazione delle regole sul cumulo tra pensione e reddito.
Come presentare la dichiarazione
La comunicazione dei redditi da lavoro autonomo deve essere trasmessa esclusivamente per via telematica, attraverso il servizio RED Precompilato, disponibile sul sito dell’Inps. Per accedere al servizio è necessario autenticarsi tramite una delle identità digitali ammesse:
- Spid almeno di livello 2;
- Carta nazionale dei servizi (Cns);
- Carta d’identità elettronica (Cie) di livello 3;
- eIDAS.
Dopo l’autenticazione, il pensionato deve accedere al servizio online cercando sul sito dell’Istituto la voce “La dichiarazione della situazione reddituale (RED)”. Nella schermata successiva deve selezionare la campagna “Campagna RED 2026 anno reddito richiesto 2025”.
Come indicare i redditi da lavoro autonomo
Ai fini della dichiarazione, i redditi da lavoro autonomo devono essere indicati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute fiscali. Gli eventuali redditi d’impresa devono invece essere indicati al netto anche delle perdite deducibili riferite al medesimo periodo d’imposta. Le dichiarazioni devono essere presentate anche quando non vi sono variazioni rispetto a quelle già comunicate. I redditi devono, inoltre, essere distinti in base ai singoli periodi di svolgimento dell’attività lavorativa.
Omessa dichiarazione dei redditi: le conseguenze per i pensionati
Il messaggio Inps richiama anche il regime sanzionatorio previsto in caso di omissione della dichiarazione: il pensionato inadempiente è tenuto a versare una somma pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno cui si riferisce la comunicazione. L’importo dovuto può essere recuperato direttamente sulle rate di pensione.
Per i soggetti tenuti all’adempimento, è quindi necessario rispettare le modalità e i termini indicati dall’Istituto.
Dichiarazione preventiva Inps per i redditi del 2026
Oltre alla comunicazione dei redditi percepiti nel 2025, i pensionati interessati devono presentare una dichiarazione preventiva relativa ai redditi da lavoro autonomo che prevedono di conseguire nel 2026.
Sulla base di tale dichiarazione, l’ente previdenziale effettua le trattenute provvisorie sulla pensione, che saranno successivamente conguagliate in funzione dei redditi effettivamente percepiti.
Il conguaglio sarà effettuato sulla base della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2026, presentata a consuntivo nel 2027.
Resta fermo l’obbligo di presentare le dichiarazioni anche in assenza di variazioni rispetto a quelle già comunicate e di indicare i redditi distinguendo i singoli periodi di svolgimento dell’attività lavorativa.

