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Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Ministero del Lavoro che approva il questionario destinato a un campione rappresentativo dei beneficiari dell’Assegno di inclusione (ADI). La rilevazione servirà a valutare l’efficacia della misura di contrasto alla povertà e a monitorare i percorsi di inclusione sociale e lavorativa, nel rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali.
Il parere n. 633 del 23 settembre 2026 riguarda le modalità di raccolta delle informazioni, le misure di sicurezza e le garanzie previste per i beneficiari coinvolti nell’indagine.
Assegno di inclusione: chi riceverà il questionario
La valutazione dell’ADI coinvolgerà un campione rappresentativo composto da non più del 5% dei nuclei familiari beneficiari. Il questionario raccoglierà informazioni utili a misurare gli effetti della misura su diverse dimensioni della vita delle famiglie, tra cui benessere economico, condizioni abitative, salute, benessere psicologico, reti sociali, occupabilità e competenze degli adulti. L’indagine considererà anche lo sviluppo dei minori e la genitorialità positiva.
Il Ministero del Lavoro utilizzerà i risultati per valutare l’efficacia dell’Assegno di inclusione, introdotto dal 1° gennaio 2024 per contrastare povertà, fragilità ed esclusione sociale. L’attività rientra nel progetto di ricerca dedicato alla valutazione dei percorsi di inclusione sociale e lavorativa.
Privacy e sicurezza dei dati: le indicazioni del Garante
Il parere favorevole tiene conto delle modifiche apportate dal Ministero dopo le interlocuzioni con l’Autorità. Il provvedimento richiama, in particolare, la necessità di rispettare i principi di minimizzazione dei dati, limitazione delle finalità e proporzionalità delle informazioni raccolte rispetto agli obiettivi della ricerca.
Lo schema disciplina anche le modalità di somministrazione del questionario, i soggetti coinvolti nel trattamento, le misure tecniche e organizzative di sicurezza e i tempi di conservazione dei dati. Il Ministero dovrà inoltre effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati prima di avviare il trattamento.
I dati saranno messi a disposizione per le elaborazioni statistiche in forma opportunamente anonimizzata. L’eventuale integrazione con informazioni provenienti da archivi amministrativi sarà disciplinata da un successivo decreto, che dovrà definire anche le modalità di pseudonimizzazione, gli accessi e i tempi di conservazione.

