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Cambiano le modalità e i criteri per la chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive. Ne dà comunicazione l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 277710 del 12 ottobre 2026.
Nel documento si aggiornano le regole fissate con il provvedimento del 3 dicembre 2019.
La cessazione d’ufficio della partita IVA scatta trascorsi 60 giorni dalla ricezione della comunicazione preventiva oppure, nei casi di mancata consegna, dalla sua messa a disposizione nell’area riservata del contribuente. Entro lo stesso termine, il contribuente potrà rivolgersi a qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate per dimostrare la propria effettiva operatività e opporsi alla chiusura.
Controlli più mirati grazie ai dati digitali
La principale novità riguarda i criteri utilizzati per individuare le partite IVA inattive. Oltre ai dati già presenti nell’Anagrafe tributaria, l’Agenzia potrà effettuare riscontri automatizzati utilizzando anche le informazioni derivanti da fatture elettroniche, corrispettivi telematici e versamenti effettuati dal contribuente.
Comunicazioni digitali al contribuente
Il provvedimento introduce, altresì, nuove modalità di comunicazione preventiva prima della chiusura della partita IVA. La comunicazione sarà inviata prioritariamente al domicilio digitale del contribuente o, nel caso di soggetti diversi dalle persone fisiche, al domicilio digitale del rappresentante.
In assenza di un domicilio digitale, l’avviso sarà spedito mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, all’indirizzo fiscale risultante in Anagrafe tributaria.
La comunicazione sarà inoltre disponibile nella sezione “L’Agenzia scrive” del Cassetto fiscale e segnalata nell’area riservata. Per le persone fisiche è prevista anche una notifica tramite App IO.
Possibile la riattivazione della partita IVA
I contribuenti avranno comunque la possibilità di richiedere la riattivazione della partita IVA, presentando una richiesta motivata agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, che valuteranno la documentazione prodotta.
Se l’istanza verrà accolta, la riattivazione avrà effetto retroattivo dalla data originaria di apertura della partita IVA, senza soluzione di continuità.
Cosa cambia per imprese e professionisti
Le modifiche rafforzano il processo di individuazione delle partite IVA inattive e digitalizzano le modalità di comunicazione con i contribuenti. Al tempo stesso, vengono introdotte maggiori tutele attraverso la possibilità di fornire chiarimenti prima della chiusura e di ottenere successivamente la riattivazione della posizione fiscale qualora la cessazione risulti non corretta.

