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Il vicepresidente vicario di Confassociazioni, già Presidente INT – Riccardo Alemanno – è stato in audizione in Commissione Giustizia della Camera su Ddl Delega di riforma degli ordinamenti professionali (C.3068, in corso di esame).
Ha dichiarato: “Non vogliamo entrare nel merito della governance delle professioni ordinistiche interessate dalla Delega, ma taluni passaggi del Ddl incidono – o potrebbero incidere – negativamente sulle attività svolte dai professionisti di cui alla Legge 4/2013; pertanto, è necessario che con la riforma si escludano attribuzioni di nuove attività riservate ma che si proceda al riordino di quelle attualmente già previste […], anche perché eventuali nuove riserve andrebbero ad impattare sulle indicazioni del test di proporzionalità previsto dalla Diretta UE 2018/958 in tema di professioni […]”.
Alemanno aggiunge l’evidenza di una ridondanza nell’art. 2, lettera c) del punto 2) sulla consulenza, attività libera e correlata già di fatto a tutte le professioni, ordinistiche o associative che siano. Questa sovrabbondanza “dovrebbe essere cancellata, salvo non si voglia perseguire un tentativo di tramutare una competenza in una esclusiva, ma andrebbe in contrasto con le indicazioni governative nazionali e dell’Unione Europea.”.
Il “libero esercizio delle attività non riservate” è richiamato nel punto 5 del medesimo articolo sopraccitato, il che è per il Presidente e l’INT una soddisfazione; tuttavia, i tributaristi evidenziano che “al di là del libero esercizio di queste attività, i professionisti ex Lege 4/2013 sono stati, in questi 13 anni di vigenza della Legge, individuati dal legislatore per lo svolgimento di specifiche funzioni professionali”. Un esempio? Riccardo Alemanno ricorda il ruolo degli ausiliari del Giudice: i CTU o i CTP. La loro delicata e necessaria funzione di rigore scientifico e prossimità al Giudice nel processo civile è esercitabile, ai sensi della vigente normativa, dai professionisti iscritti nelle Associazioni professionali autorizzate a rilasciare l’attestato di qualità. “Eventuali nuove attività riservate […] andrebbero in contrasto con […] l’esercizio di attività libere, […] anche con funzioni attribuite per Legge ai professionisti associativi.”.
Siano mantenuti gli equilibri di questa Delega
Egli ha parlato sensatamente di “equilibri di questa Delega“, che dovranno “… tenere sempre presente che dal 2013 il sistema delle professioni é retto su due pilastri, che sono quello associativo e quello ordinistico; quel sistema duale già esistente nei fatti prima del 2013, ma normato dal 2013 ed oggetto di sentenza del Consiglio di Stato che ne ha dichiarato la piena legittimità.”.
Una raccomandazione ha concluso l’intervento in Aula: “… che Confassociazioni sia coinvolta anche nelle audizioni sui D. Lgs. emanati nel rispetto della Delega, poiché una limitazione del libero esercizio delle attività non andrebbe ad impattare, con gravi danni, solo sugli oltre 550 mila professionisti che versano i contributi alla gestione separata dell’INPS, ma sulle attività produttive e sui cittadini, che subirebbero le negatività di nuove riserve, sia in termini di costo sia di libera scelta. Una grave lesione della concorrenza che sarebbe negativa per tutta la Nazione e […] aprirebbe un imponente contenzioso.”
Come ci ha abituati, il vicepresidente vicario ha anche in questa occasione concluso trasferendo un auspicio: “… la collaborazione che di fatto è già esistente tra professionisti ordinistici e professionisti ex Lege 4/2013, sia implementata con l’ingresso di questi ultimi nelle STP, come soci professionisti e non meri soci tecnici o soci di capitale”. Una “… apertura di modernità che farebbe bene non solo alle professioni, ma a tutto il sistema Paese.”.
L’indicazione della Delega recentemente approvata dalla Camera – 15 settembre corrente mese, ndr. – è inequivocabile: nessuna nuova riserva, solo il riordino di quelle esistenti.
A. L.

