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L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 34 del 30 settembre 2026, ha istituto nuovi codici tributo per il versamento tramite modello F24 delle somme dovute a seguito delle comunicazioni relative alle dichiarazioni IVA omesse.
L’Amministrazione finanziaria, in caso di omessa presentazione della dichiarazione annuale IVA, può procedere alla liquidazione dell’imposta sulla base delle informazioni disponibili, tra cui fatture elettroniche, corrispettivi telematici e dati delle liquidazioni periodiche. Quando dai controlli emerge un’imposta da versare, l’esito della liquidazione viene comunicato al contribuente.
Dichiarazione IVA omessa, 60 giorni per il contribuente
A seguito della comunicazione, il contribuente dispone di 60 giorni per segnalare eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente dall’Agenzia oppure per fornire i chiarimenti necessari. In alternativa, può procedere al pagamento dell’imposta dovuta insieme agli interessi e alle sanzioni previste.
Per il versamento non è possibile utilizzare la compensazione prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo n. 241/1997. Inoltre, secondo le disposizioni attuative approvate dall’Agenzia delle Entrate, non è possibile ricorrere alla rateazione prevista dall’articolo 3-bis del decreto legislativo n. 462/1997.
I nuovi codici tributo per il modello F24
Per consentire il pagamento delle somme richieste attraverso il modello F24, l’Agenzia istituisce il codice tributo 9005, denominato “ART. 54-BIS.1 DPR 633-72 LIQUIDAZIONE DICHIARAZIONI IVA OMESSE”.
Il codice 9005 deve essere indicato nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche il codice atto e l’anno di riferimento presenti nella comunicazione ricevuta.
Sono inoltre previsti tre codici per chi intende versare soltanto una parte dell’importo complessivamente richiesto:
- 95AA – per l’imposta;
- 95BB – per gli interessi;
- 95CC – per le sanzioni.
Anche in questo caso, i tre codici devono essere esposti nella sezione “Erario” del modello F24, insieme al codice atto e all’anno di riferimento indicati nella comunicazione.

