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Il decreto legislativo n. 149 del 7 agosto 2026 introduce una disciplina più organica per la figura del magistrato tributario, rafforzandone la professionalizzazione e avvicinandone lo status a quello delle altre magistrature. Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2026 ed efficace dal 26 agosto, attua la delega per la revisione del sistema tributario e modifica il Dlgs n. 545/1992 e il Testo unico della giustizia tributaria previsto dal Dlgs n. 175/2024.
Il ruolo unico nazionale e la formazione del magistrato
Una delle principali novità è l’istituzione del ruolo unico nazionale dei magistrati delle Corti di giustizia tributaria, gestito dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. I magistrati in servizio sono iscritti secondo l’anzianità di servizio nella qualifica e, a parità, secondo l’anzianità anagrafica. Il ruolo viene pubblicato annualmente sul sito istituzionale del Consiglio di presidenza.
Reclutamento e aggiornamento professionale
Il decreto interviene anche sul concorso per magistrato tributario, confermando la possibilità di assegnare ulteriori posti agli idonei entro i limiti previsti dalla disciplina del cosiddetto “doppio del decimo” e delle facoltà assunzionali. Viene inoltre introdotto un espresso dovere di formazione continua: i magistrati devono partecipare ai corsi obbligatori individuati dal Consiglio di presidenza, con l’obiettivo di garantire aggiornamento, indipendenza ed efficienza della giustizia tributaria.
Requisiti, incompatibilità e garanzie dello status
Il Dlgs 149/2026 disciplina in modo più dettagliato lo status giuridico dei magistrati tributari, prevedendo norme su dimissioni, riammissione, dispensa dal servizio, aspettativa per infermità e trasferimento d’ufficio. Quest’ultimo è possibile in specifiche situazioni di incompatibilità o quando il magistrato non possa esercitare le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialità. Nei procedimenti che incidono sulla sua posizione sono riconosciuti importanti diritti di difesa e partecipazione, tra cui l’accesso agli atti, la possibilità di presentare deduzioni e il diritto a essere personalmente sentito.
Le nuove incompatibilità
Particolare attenzione è riservata alle incompatibilità dei magistrati tributari. Oltre alle disposizioni dell’ordinamento giudiziario, vengono previste regole specifiche per evitare situazioni di conflitto con l’attività professionale di familiari o conviventi nel settore tributario. Il controllo sulle cause di incompatibilità spetta al Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
Responsabilità disciplinare e sistema delle sanzioni
Il decreto introduce una disciplina organica della responsabilità disciplinare dei magistrati tributari, definendo sia il procedimento sia le condotte sanzionabili. L’azione disciplinare può essere promossa dal presidente del Consiglio dei ministri o dal presidente della Corte di giustizia tributaria di secondo grado competente. Il Consiglio di presidenza gestisce gli accertamenti, la contestazione degli addebiti, l’istruttoria e la decisione sulla sanzione, applicata con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze.
Illeciti e misure disciplinari
Tra i doveri rilevanti figurano imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo, equilibrio e rispetto della dignità della persona. Sono disciplinate, tra le altre, la violazione dell’obbligo di astensione, l’omessa comunicazione di incompatibilità, i ritardi reiterati e ingiustificati, la violazione della riservatezza e l’assunzione non autorizzata di incarichi extragiudiziari.
Il sistema prevede sanzioni progressive: ammonimento, censura, perdita dell’anzianità, limitazione temporanea degli incarichi direttivi o semidirettivi, sospensione dalle funzioni da tre mesi a due anni e rimozione. Sono anche previste ipotesi di trasferimento disciplinare e misure cautelari, compreso il trasferimento ad altra sede o la destinazione ad altre funzioni. Il decreto coordina infine la disciplina dei magistrati tributari con quella delle altre magistrature e rinvia a un successivo intervento legislativo la definizione del numero massimo di magistrati tributari collocabili fuori ruolo.
A. L.

