Prorogata la mobilità in deroga per le aree di crisi industriale complessa
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito nuove istruzioni operative per la proroga, nel 2026, del trattamento di mobilità in deroga destinato ai lavoratori delle aree di crisi industriale complessa. La misura, confermata attraverso recenti interventi normativi, rappresenta un sostegno fondamentale per migliaia di lavoratori ancora coinvolti in processi di riconversione industriale.
Secondo la nota n. 5035 del 18 marzo 2026, il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche di sostegno al reddito già previste dal D.Lgs. n. 148 del 2015 e successivamente rifinanziate negli anni. Per il 2026, la legge di bilancio ha stanziato 100 milioni di euro, risorse che potranno ora essere utilizzate anche per la prosecuzione della mobilità in deroga, grazie alle modifiche introdotte dal decreto-legge n. 200 del 2025.
Una delle principali novità riguarda la gestione centralizzata dei fondi: non sarà più necessario un decreto interministeriale di ripartizione tra le Regioni. Il Ministero, in collaborazione con l’INPS, verificherà direttamente la disponibilità finanziaria, autorizzando le richieste fino a esaurimento delle risorse.
Resta invece invariato il ruolo delle Regioni, che continueranno a occuparsi dell’individuazione dei beneficiari e della gestione delle politiche attive del lavoro. Queste ultime rimangono un elemento essenziale: l’accesso alla mobilità in deroga è infatti vincolato alla partecipazione a percorsi di riqualificazione e reinserimento professionale.
Le domande dovranno essere presentate seguendo l’ordine cronologico e corredate da una dettagliata relazione sulle attività svolte e programmate per ciascun lavoratore. Tra i requisiti richiesti figurano la presa in carico da parte dei servizi per l’impiego, la definizione di un patto di servizio personalizzato e il monitoraggio dei risultati ottenuti.
Redazione redigo.info
