Cfp indebito: niente sanzioni senza intenzione

Se i chiarimenti di legge che contrastano con il comportamento del contribuente vengono forniti in seguito alla sua presentazione della richiesta di contributo a fondo perduto (Cfp) previsto dal “Sostegni“, peraltro corretta, egli, in caso di restituzione spontanea della somma (e relativi interessi) perché non spettante, non dovrà versare sanzioni.

Precisa la risposta n. 581/E dell’8 settembre 2021, che la misura riprende le caratteristiche dei precedenti contributi a fondo perduto introdotti con le stesse finalità; di conseguenza, in linea di massima ne segue le regole.

In particolare, per quanto riguarda modalità di erogazione della sovvenzione, sanzioni, interessi e controlli, la norma rinvia alle disposizioni dell’articolo 25, commi da 9 a 14, del decreto “Rilancio”, in quanto compatibili.
 
Sull’applicazione dei contributi a fondo perduto anti-Coronavirus l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti a più riprese; da ultimo, con la circolare n. 5/2021 (del 14 maggio).

Sanzioni non dovute in presenza di incertezza sull’applicazione della norma

In materia di sanzioni, la circolare n. 25/2020 ha specificato, a proposito del cfp previsto dal Dl “Rilancio”, che, come stabilito dalla Statuto del contribuente (art. 10, c. 3, L. n. 212/2000), le sanzioni non sono dovute in presenza di obiettive condizioni di incertezza sull’applicazione della norma.

Niente sanzioni, chiarisce la stessa circolare, anche se il contribuente scopre di aver ricevuto indebitamente il contributo soltanto dopo la pubblicazione dei chiarimenti. In tal caso la somma andrà restituita tempestivamente tramite F24, senza possibilità di compensazione, utilizzando i codici tributo e secondo le modalità indicati nella risoluzione n. 37/2020.

Sitografia

www.agenziaentrate.it

www.fiscooggi.it